RISERVA NATURALE INCISIONI RUPESTRI DI CETO CIMBERGO E PASPARDO
sito UNESCO 94
Sede a Nadro frazione di Ceto, Valle Camonica (BS)

PERCORSI

Area di Foppe di Nadro

L'area di Foppe è caratterizzata da un comodo percorso ad anello che compiendo un dislivello di soli metri 80 permette di osservare la complessa iconografia rupestre camuna. Lungo il percorso si possono osservare i resti delle passate attività agricole che hanno accompagnato la vita degli abitanti di Nadro nel corso dei secoli. Nell'Area Didattica posta all'inizio del tragitto sono state ricostruite delle abitazioni tipiche camune che contribuiscono a comprendere la vita degli antichi Camuni. Da sottolineare la presenza di un riparo sottoroccia frequentato e abitato in preistoria.

Museo - sede gestionale, biglietteria, informazioni, book schop la sua visita è propedeutica per comprendere l'arte rupestre. Collegato al Museo sono la Foresteria 4 della Riserva che dispone di 12 posti letto (fra cui 2 camere doppie), bagno, doccia e ampia cucina.
Le principali rocce
r.1 è la prima superficie che si incontra lungo l'antica strada "delle Aquane" .La superficie istoriata, purtroppo in parte consunta, presenta tre fasi cronologiche: nel settore destro basso si osservano incisioni con oranti riferibili al tardo Neolitico (IV mill. a.C.);nellla parte superiore si osservano figure di armati e duellanti incisi nella seconda metà dell’ultimo millennio a.C (età del Ferro).; le croci rappresentano l'ultima fase in quanto sono un’aggiunta di epoca storica.
r.6 - Grande superficie montonata istoriata nell'età del Ferro ed in particolare fra 800 e 400 a.C. periodo che coincide con la cosiddetta “fase di influenza etrusca”. Numerosi i temi iconografici presenti fra cui spiccano le impronte di piedi (circa 200). Nella parte bassa, colpiscono per dinamismo e cura nell'esecuzione una doppia coppia di duellanti, impegnati la prima in una tenzone all’arma bianca e l'altra in uno scontro di pugilato. Le fogge di estremo dettaglio dove i guerrieri mostrano armi di tipo assai diverso in taluni casi consentono di formulare una datazione assoluta delle figure. Le figure probabilmente riportano duelli a carattere rituale in quanto nell’antichità il duello si caricava spesso di significati socio-religiosi come nel caso del duello giudiziale in cui lo scontro fra due campioni evitava lo scontro fra due schieramenti e di gare o giochi organizzati nei cerimoniali funebri in onore del guerriero/eroe defunto. Non è escluso che in questo caso si tratti di una raffigurazione mitologica o leggendaria.La scena è sormontata da epigrafi in caratteri nord-etruschi e altri simboli fra cui le stelle a 5 punte e le strutture abitative.
A fianco è la roccia 7
r.4 - piccola superficie con incisi pugnali, alabarde e cerchi concentrici databili alla fine dell' età del Rame - antica età del Bronzo. L'insieme delle armi qui rappresentate suggerisce la sussistenza di un “culto delle armi”, intese come oggetto di prestigio e interpretabile come "ripostiglio di sostituzione" dove l'incisione sostituisce l'oggetto reale.
A fianco è la roccia 5
r.21 - fra le varie figure presenti sulla superficie inclinata di questa roccia si segnalano: il grande orante (divinità?) e soprattutto le "macule" porzioni di roccia di varia forma interamente martellinate. Queste chiazze collocabili nell'età del Rame sono significative in quanto costituiscono le prime forme di rappresentazione del territorio strappato alla natura e colonizzato, pertanto reso "sacro".
r.22 - 23 - un'unica superficie, molto vasta ed allungata, suddivisa in due porzioni per comodità di studio. Sono osservabili tre aree di istoriazione: la prima nella parte bassa destra costituita da due scene d'aratura inscritte in una teoria di pugnali databili all'età del Rame. Queste arature, come le altre presenti nell'area alludono ai culti agrari e alle pratiche legate alla fecondità e alla prosperità. La seconda è visibile sulla costolatura destra rivolta a sud-ovest in cui sono incise una ricca tipologia di armi, prevalentemente asce, dell’antica età del Bronzo, mentre nella parte centrale capeggia una parola scritta in caratteri camuni forse ad indicare il nome della divinità o del dedicante.
r.24 – suddivisa anch'essa in tre porzioni: si segnala nell’ampia porzione a valle, dove le incisioni sono molto più rarefatte, una splendida scena con cervi in corsa inseguiti da un cane. A monte del ponticello si nota la scenografica rappresentazione del cosiddetto “villaggio”, capanne ideali e non reali attribuibili a diverse fasi dell’età del Ferro fra cui sono inserite impronte di piedi e iscrizioni. Nella parte centrale sotto il ponticello dominano invece le figure umane, fra cui colpiscono i due personaggi in atteggiamento di danza armata con particolari elmi circolari raggiati, disposti intorno a una rosa camuna. Un personaggio con elmo circolare e lunga veste realizzato poco sopra, sembra danzare di fronte ad un eccezionale suonatore di flauto. Poco visibili e frammiste alle incisioni più marcate ci sono numerose figure finemente graffite fra cui alcune iscrizioni e due coltelli del tipo Introbio-Lovere collocabili nelle fasi tarde dell’arte rupestre camuna (II sec. a.C. – I sec. d.C.).
Poco dopo è la rocce 48 e 25
r.36 - piccola superficie fittamente istoriata di cui si segnala "l'arciere" una elegante e raffinata raffigurazione di personaggio che impugna un'arma simile ad un arco corto che lascia spazio a perplessità e discussioni.
Segue il gruppo delle rocce 39 - 38 - 37
r.26 - r.27 - questo complesso roccioso costituisce una delle massime concentrazioni d’arte rupestre dell’area ed è fra le rocce incise più grandi dell’intera Valcamonica. Nella parte centrale fra le altre emerge la figura del grande cavallo con cavaliere e scudiero interpretabile come il "princeps" e che testimonia la straordinaria importanza attribuita alla cavalcatura durante l’età del Ferro. La porzione più occidentale, a ridosso della passerella, è interessata da numerose figure della media e tarda età del Ferro, fra cui armati e personaggi in duello, canidi, cervidi, il cosiddetto “tempio di Nadro” (una complessa raffigurazione di costruzione con numerosi simboli annessi), cerchi concentrici, palette, impronte di piede e altri segni geometrici. Nell'angolo basso della roccia è visibile un antropomorfo che sembra inneggiare ad un antropozoomorfo interpretato come "idolo farfalla" databile al tardo Neolitico. La parte alta, orientale, della roccia si caratterizza per l’abbondanza delle asce a lama quadrangolare (VII-V sec. a.C.), tema non frequentissimo a Foppe di Nadro e invece comune nella soprastante area di Campanine.
r.29 - disagevole da osservare questa ampia superficie degradante verso il bosco conserva un'interessante scena d'aratura dell'antica età del Ferro con aratro trainato da equini e conducente armato di frusta. Nella parte occidentale spicca per l'unicità una rosa camuna quadrilobata inscritta in un quadrato.
r.35 - chiude il percorso istoriativo la roccia 35 più piccola rispetto alle altre ma fittamente istoriata su cui si può notare la successione delle coppelle (piccoli incavi) comunemente nota come "la cometa" e le palette allusive di un rito funerario riferito alla donna in quanto interpretate come gli strumenti adibiti alla cura del focolare domestico e deposti in alcune sepolture aristocratiche.
Segue poco discosta dal sentiero la roccia 30
Riparo II - lungo la discesa si incrocia l'evidente sperone roccioso sotto il quale è posto un riparo sotto roccia frequentato senza soluzione di continuità dal Mesolitico fino a epoca storica. Lo scavo archeologico ha ridato, fra gli altri, i resti di una sepoltura dell'età del Rame, unica finora in Valle Camonica.
Area didattica - sui terrazzamenti di questa ampia radura sono state ricostruite tre tipologie di abitazioni preistoriche desunte da dati di scavo. Sono inoltre presenti la struttura circolare dove consumare il pranzo al sacco, la tettoia/laboratorio, l'impianto dello scavo archeologico simulato. Tranne lo spazio per il consumare la colazione le altre strutture sono fruibili solo con l'accompagnamento degli operatori autorizzati dal gestore del Museo-Riserva.