Nei dintorni

Comune di Cimbergo

 

 

RIFUGIO DE MARIE
Rifugio "De Marie" al Volano , nel comune di Cimbergo. Dispone di n. 24 posti.
Altitudine s.l.m. 1480 m
La sua gestione è affidata alla famiglia De Marie .
Periodo di apertura: da giugno a settembre e le domeniche nei mesi di maggio e ottobre.

 

RIFUGIO COLOMBÈ
Rifugio Colombè al monte Colombè nel comune di Paspardo.
Dispone di 40 posti letto.
La gestione del rifugio Colombè è affidata ad un gruppo di volontari, amici OMG, che si impegnano in maniera continuativa nel garantire un ottimo servizio di ristorazione e pernottamento.
Altitudine s.l.m.: 1710 m.
Periodo di apertura: da metà maggio a metà settembre, i fine settimana di ottobre e inizio maggio.

 

MONASTERO DI SAN SALVATORE
(proprietà Fondazione Camunitas) La Chiesa del Monastero di San Salvatore è l’unico edificio sopravvissuto sino ai giorni nostri di un complesso monastico più ampio. Realizzato attorno all’XI-XII secolo, la sua architettura rispecchia quella medievale della borgognona ed in particolare le chiese cluniacensi. La pianta a tre navate su colonne, l’apparato decorativo molto ricco ed omogeneo ed il tiburio ottagonale, svettante tra la vegetazione, caratterizzano l’edificio sacro. Recenti restauri esterni ed interni ed il rifacimento del tetto hanno permesso al Monastero di San Salvatore di mostrarsi nella sua affascinante e semplice bellezza.
Giorni di apertura: sabato, domenica e lunedì - dalla prima domenica di Aprile all’ultima domenica di Ottobre Orario: dalle 10:00 alle 13:00
Per Informazioni Telefono: 0364-42080 Mail: proloco.capodiponte@invallecamonica.it

LAROCCA DI CIMBERGO
La Rocca di Cimbergo sorge su una collina all’apice dell’abitato, la sua struttura pentagonale irregolare, risale al XII - XIII secolo, e fu al centro di numerosi scontri tra i Guelfi e Ghibellini camuni. Fu originariamente degli Antonioli, di seguito per un breve periodo dei Federici ed infine dei conti Lodrone del Trentino, che poi lo vendettero alla vicinia di Cimbergo. Venne usata come cava e i materiali lapidei vennero riutilizzati nell'erezione del campanile del paese nel XIX secolo.
Per informazioni: Museo di Nadro telefono 0364-433465
Mail riservaincisioni.museo@arterupestre.it

PIEVE DI SAN SIRO
(Proprietà Parrocchia di Cemmo) Pietra miliare del Romanico Lombardo dell’XI-XII secolo la Pieve di San Siro deve il proprio nome a chi per primo, secondo la tradizione, portò il Cristianesimo in quest’area. Secondo una leggenda medievale la Chiesa sarebbe stata eretta su volere dello stesso Carlo Magno. Attorno al Seicento si diffuse invece la convinzione che l’edificio sacro fosse stato fondato da alcuni cristiani locali che avevano assistito alla traslazione delle spoglie di San Siro a Pavia. L’interno dell’edificio è caratterizzato da una pianta basilicale a tre navate e da una cripta con volte a crociera. Apparentemente anomala è la collocazione del portale monumentale sul lato meridionale dell’edificio. In realtà tale collocazione è da identificarsi con una necessità: l’edificio manca infatti del lato ovest, poiché inglobato nella viva roccia. Le numerose figure presenti nel portale d’ingresso sono forse da collegarsi alla tradizione milanese-pavese e sono costituite da forme zoomorfe, animali fantastici, tralci ed intrecci. Di particolare importanza le rappresentazioni scultoree del leone e dell’agnello poste a lato dell’ingresso e la lunetta sovrastante.
Giorni di apertura: sabato, domenica e lunedì - dalla prima domenica di Aprile all’ultima domenica di Ottobre
Orario: dalle 15:00 alle 18:00
Per Informazioni
Telefono: 0364-42080
Mail: proloco.capodiponte@invallecamonica.it

IL SANTUARIO DELLA VIA CRUCIS DI CERVENO
Il Santuario delle Cappelle di Cerveno è un edificio posto di fianco alla chiesa parrocchiale del paese, al suo interno vi è una Via Crucis lignea del XVIII secolo. Si dispone lungo un corridoio a gradoni che culmina alla sommità con la cappella della Deposizione. Sui lati, disposte in nicchie, si trovano le 14 stazioni contenenti 198 statue a grandezza naturale in legno e gesso dello scultore camuno Beniamino Simoni. L'opera venne commissionata nel 1752 a Beniamino Simoni di Fresine, artista della scuola del Fantoni, da don Andrea Boldini, parroco di Cerveno. Il lavoro si protrasse fino al 1764, quando, per continue liti tra l'artista contro la parrocchia e gli abitanti di Cerveno. A Beniamino si sostituiron Donato e Grazioso Fantoni, i quali ultimarono le stazioni numero otto, nove e dieci. La quattordicesima stazione verrà realizzata nel 1869, ad opera di Giovanni Selleroni di Milano.
La parrocchia, in collaborazione con il comune, organizza visite per gruppi o singoli, guidati da accompagnatore turistico alla Via Crucis, alla Chiesa parrocchiale e alla Chiesetta della Madonna del Carmine.
Per visitare questi luoghi artistici è necessario contattare sempre la referente, anche per visite private.
Referente: Michela Passoni cellulare: 3289014152 - email: mikipas1973@libero.it

BORGO MEDIEVALE DI NADRO E LA CASA TORRE
La Casa-torre medievale, alta circa 30 m, ampliata dalla nobile famiglia Gaioni nel XV secolo, domina il centro del paese. Essa si sviluppa da una costruzione antecedente, forse del XIII secolo, di cui rimangono poche tracce. Da questa struttura si diramano due stradine medievali, via Voltazzi e via Crodobbio, le quali raggiungono la piazza del paese attraverso le antiche case del centro storico. Esse sono disposte una di fianco all'altra e formano quasi un unico edificio; le facciate sono ricche di portali, che celano dei cortili privati.
Per informazioni:
Museo di Nadro telefono 0364-433465
Mail riservaincisioni.museo@arterupestre.it

 

 

Il mulino Tobia
Ricostruire la storia del mulino Tobia non è facile in quanto le fonti che lo trattano sono poche e bisogna risalire sino alla soglia del 1700 per avere notizie certe e scritte. Il mulino era di proprietà già da tempo della famiglia Tobia ma, era ormai andato in disuso quando verso il 1944 il sig. Bortolo Tobia, lo acquistò da suo padre e dagli zii paterni. La costruzione del mulino presenta caratteristiche proprie a tutta la tecnica antica; nel 1947 il mulino aveva solo una ruota idraulica per la lavorazione delle granaglie e qualche anno dopo ne venne aggiunta una nuova adibita esclusivamente alla lavorazione delle castagne. Dopo la scomparsa del sig. Bortolo le redini del mulino vengono assunte dalla figlia Bortolina che con il marito prosegue l’attività. Il mulino, funzionante grazie all’acqua del torrente Varecola, è disposto su due livelli: al piano inferiore si trovano gli ingranaggi, i buratti e la madia che raccoglie il macinato, mentre al piano superiore vi sono le tre macine.
Per informazioni: 339 4601799 Battista Recaldini